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| Argomenti | categoria corrente: antropologia | |||
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CULTURA Il concetto di cultura è stato al centro di discussioni da parte di molti antropologi. L’evoluzionista Tylor considerava come cultura quell’insieme delle caratteristiche acquisite nel vivere in società, come usi, costumi, credenze, morale. Sosteneva, anche, che i singoli tratti della cultura potevano essere separati ed analizzati singolarmente, per ricostruire la storia di tutte le società. Le teorie evoluzionistiche di Tylor furono ben presto abbandonate; per Boas i singoli tratti culturali non si potevano scindere, perché erano strettamente legati e formavano una struttura ben definita. Gli studiosi contrari alla visione evoluzionistica di Tylor sostenevano, inoltre, l'impossibilità che ad un elemento ne derivassero altri in modo rigido. Infatti, elementi culturali quali religione, alimentazione e concetto di salute non vanno considerati separatamente, per il semplice fatto che non si possono comprendere se esaminati isolatamente. Ad esempio l’obbligo da parte dei popoli islamici di mangiare carne di maiale, trova una sua giustificazione nella sfera religiosa. In ambito sanitario, è importante che ogni infermiere o medico tenga in considerazione tutti gli aspetti culturali del paziente che ha di fronte, affinché non violi i suoi diritti. Nel parlare comune, quando si parla di cultura, si intende l’aspetto intellettuale o erudizione, fattore dipendente dal grado di scolarizzazione; per l’antropologia, invece, non dipende dal grado di preparazione che si possiede, ma sono tutti quegli aspetti e comportamenti che si imparano interagendo in famiglia, a scuola, sul lavoro e in tutti quei contesti in cui si entra in contatto. Il processo di continua acquisizione è detto inculturazione o socializzazione. Un elemento per poter far parte della cultura deve avere senso per un gran numero di persone o riconosciuto. La lingua che una popolazione parla è un aspetto culturale, che si è stabilito arbitrariamente. La cultura non è qualcosa di rigido, visto come un sistema chiuso, bensì è collegata ad altri sistemi. Infatti ogni individuo fa parte di diverse culture: chi è di Roma, ad esempio, dipende dalla cultura europea, poi italiana, del Lazio e romana. SOCIETA' Il concetto di cultura è stato al centro di discussioni da parte di molti antropologi. L’evoluzionista Tylor considerava come cultura quell’insieme delle caratteristiche acquisite nel vivere in società, come usi, costumi, credenze, morale. Sosteneva anche che i singoli tratti della cultura potevano essere separati e analizzati singolarmente, per ricostruire la storia di tutte le società. Le teorie evoluzionistiche di Tylor furono ben presto abbandonate; per Boas i singoli tratti culturali non si potevano scindere, perché erano strettamente legati e formavano una struttura ben definita. Gli studiosi contrari alla visione evoluzionistica di Tylor sostenevano inoltre che era impensabile che ad un elemento ne derivassero altri in modo rigido. Infatti elementi culturali quali religione, alimentazione e concetto di salute non vanno considerati separatamente, per il semplice fatto che non si possono comprendere se esaminati isolatamente. Ad esempio l’obbligo da parte dei popoli islamici di mangiare carne di maiale, trova una sua giustificazione nella sfera religiosa. In ambito sanitario, è importante che ogni infermiere o personale medico tenga in considerazione di tutti gli aspetti culturali del paziente che ha di fronte, affinché non violi i suoi diritti. Nel parlare comune, quando si parla di si intende con l’aspetto intellettuale o erudizione, che dipende dal grado di scolarizzazione; per l’antropologia, invece, non dipende dal grado di preparazione che si possiede, ma sono tutti quegli aspetti e comportamenti che si imparano interagendo in famiglia, a scuola, sul lavoro e in tutti quei contesti in cui si entra in contatto. Il processo di continua acquisizione è detto inculturazione o socializzazione. Un elemento per poter far parte della cultura deve avere senso per un gran numero di persone o riconosciuto. La lingua che una popolazione parla è un aspetto culturale, che si è stabilito arbitrariamente. La cultura non è qualcosa di rigido, visto come un sistema chiuso, bensì è collegata ad altri sistemi. Infatti ogni individuo fa parte di diverse culture: chi è di Roma, ad esempio, dipende dalla cultura europea, poi italiana, del Lazio e romana. SOCIETA' Con il termine di società ci si riferisce ad un insieme di persone che hanno in comune degli elementi culturali e sono regolati da rapporti istituzionalizzati. La società è chiaramente un sistema aperto che interagisce con altri sistemi. Di solito sistema sociale o società hanno lo stesso significato, ma il primo termine mette maggiormente in rilievo le relazioni che ci sono tra gli elementi che lo costituiscono. Gli individui che compongono una società hanno degli status e rivestono dei propri ruoli, stabiliti da istituzioni, nel rispetto di norme che mantengono i rapporti ordinati tra gli individui. Proprio perché ci sono
norme e sanzioni che disciplinano un’istituzione, ogni individuo sa come
agire e si aspetta determinati comportamenti dagli altri. Mentre lo status è la posizione che una persona ricopre in un sistema sociale, i ruoli sono quei comportamenti che si è tenuti ad avere, nel rispetto del proprio status. Se facciamo l’esempio di un poliziotto, ovviamente non può compiere atti che vanno contro la legge, pena la perdita del suo status di “uomo dell’ordine”. Gli status possono essere stabiliti dalla nascita (ad esempio le parentele, il sesso, gli anni), o acquisiti con gli anni (diventare dottore, avvocato…). Chiaramente una persona può occupare più status contemporaneamente e rivestire più ruoli. Un sistema sociale legittimato è chiamato istituzione. Un’istituzione è qualcosa di astratto, cioè che non si vede, ma si percepisce dal comportamento delle persone che ne fanno parte. Possiamo citare la famiglia, la chiesa, il carcere, l’istituzione medica: in ciascuna di queste istituzioni, i membri che ne fanno parte sono tenuti a rispettare tutta una serie di norme che ne regolano i rapporti, pena sanzioni. Ogni persona subisce, come si sa, l’influenza della società in cui vive ed è sottoposto ad un processo di continua inculturazione. Si definisce Habitus tutto ciò che si acquisisce dall’esterno, che determina un certo modo di vedere la realtà, di pensare e di agire. In base a quanto incorporato ognuno di noi tenderà a seguire una condotta ragionevole, escludendo tutto ciò considerato incoerente nel contesto sociale di cui facciamo parte.
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