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LE MENINGITI

Le meningiti sono infiammazioni  molto gravi che interessano le meningi. Le cause sono:

  • infezioni batteriche  da Meningococco;

  • infezioni batteriche da Haemophilus;

  • infezioni batteriche da Pneumococco;

  • infezioni batteriche da Listeria;

  • infezioni batteriche da E. Coli;

  • infezioni batteriche da Streptococchi;

  • infezioni virali da Enterovirus;

  • infezioni virali da Parotite.

  • infezioni virali da criptococco.

Le vie di trasmissione sono:

  • ematica, che rappresenta la via più comune;

  • otogena, attraverso un'otite trascurata;

  • via traumatica, come può essere una frattura del cranio.

Una volta che i microrganismi sono giunti nelle meningi, ha origine la risposta infiammatoria con attivazione di neutrofili e formazione di essudato ricco di fibrina. L'esordio della malattia, almeno nelle forme purulente, è improvviso e si manifesta con brividi, febbre alta e continua, malessere ingravescente, cefalea diffusa a tutto il cervello e vomito a getto senza nausea. Il sensorio risulta spesso compromesso e si possono manifestare precocemente obnubilamento e torpore fino a giungere al coma. Occasionalmente l'esordio può essere meno acuto, con segni meningei presenti da diversi giorni a una settimana.

Il periodo di incubazione è pertanto molto breve, passando da qualche ora a qualche giorno. C'è ipotermia nella meningite da Meningocco, ed esantemi. I segni che il paziente mostra sono una certa rigidità di tronco e nuca, decubito laterale con la testa piegata all'indietro e cosce flesse sul bacino, gambe flesse. Tale posizione è mantenuta per provare meno dolore. Un segno classico dei neonati è la sporgenza eccessiva delle fontanelle. Segni neurologici tipici possono essere crisi convulsive, agitazione psicomotoria, disfagia, emiparesi, riflessi cutanei ridotti e fotofobia. Tra le complicanze vanno annoverati disturbi con paralisi dei muscoli facciali, oculari, sordità, coma, shock settico (cute fredda, pressione arteriosa che tende a scendere), la coagulopatia intravascolare disseminata e idrocefalo. Nel caso della C.I.D. la eccessiva formazione di trombi finisce col consumare questi fattori determinando una Coagulopatia da consumo caratterizzata da una scarsa tendenza del sangue a coagulare e quindi da fenomeni emorragici. L'idrocefalo è una condizione in cui si ha un accumulo di liquido cefalo rachidiano a livello dei ventricoli cerebrali che si dilatano. La complicanza è l'ipertensione intracranica che causa danni al tessuto cerebrale.
La meningite si può prendere a tutte le età e in tutte le stagioni. In genere le forme virali sono più benigne di quelle battriche. 

Diagnosi basata sull'esame del liduido cefalo rachidiano

  • L'esame del liquor rileva valori di pressione tra 200–300 cmH20 oppure 450.

  • Rilevazione di antigeni specifici batterici per distinguere la forma batterica in corso.

  • Ricerca di endotossina, che risulta positiva per meningiti da gram-  ma non per gram+.

  • la conta cellulare mostra un aumento maggiore dell'80% dei leucociti.

  • glucosio ridotto a valori intorno a 40 mg% o al di sotto del 50% del livello ematico in caso meningite batteriche.

  • proteine spesso  elevate in caso di infezione batterica  > 100 mg/dl.

  • il liquido cefalorachidiano avrà anche livelli aumentati di acido lattico nelle meningiti da piogeni. La proteina C reattiva e' aumentata in circa il 95% dei soggetti con meningite batterica e non e' aumentata nella maggior parte dei pazienti con forme virali.

Diagnosi basata su esami ematici

  • l'emocoltura rileva una batteriemia dimostrabile nell’80% circa dei casi di meningite da Haemophilus influenzae e nel 60% dei casi di meningite pneumococcica.

  • l'emocromo presenta una certa leucocitosi.

  • esame colturale del sentimento.

  • esame batterioscopico per riconoscere gram- da gram+.

altri esami

  • radiografia.

  • eeg.

Terapia

Una terapia mirata e appropriata, nella maggior parte dei casi consente di ottenere una guarigione senza lasciare sequele, con  progressiva remissione dei sintomi meningei e generali. I farmaci utilizzati raggiungono il liquor per agire nei confronti dei batteri. Il trattamento va iniziato prima degli esiti delle colture.Quando si iniettano gli antibiotici in dosi elevate, una piccola quantità riesce di solito a superare la barriera ematoencefalica e ad uccidere la maggior parte dei batteri. Ma il medico spesso agisce con più antibiotici. Le forme batteriche sono quelle più insidiose che vanno combattute con terapia farmacologica.Nelle meningiti spontanee dell'adulto il farmaco di prima scelta e' l'ampicillina e.v., ma si può anche ricorrere alla penicillina G sodica o ampicillina + cloramfenicolo.

E' utile ricorrere a vaccini contro l'Haemophilus, il Meningocco ed il Pneumococco, anche se non proprio efficaci al 100%. La chemioprofilassi va praticata nei confronti dei soggetti che sono venuti a contatto con persone affette da meningiti. La rifampicina è il farmaco di prima importanza, in questo caso.